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INFORMATIVA SULLA DISCIPLINA DEGLI SCARICHI IN PUBBLICA FOGNATURA DERIVANTI DALL’ATTIVITÀ DI LAVAGGIO DI AMBIENTI ED ATTREZZATURE DI LAVORO IN AREE COPERTE

 La disciplina degli scarichi in pubblica fognatura delle acque di lavaggio di ambienti ed attrezzature di lavoro è strettamente connessa alla tipologia di attività da cui tali acque derivano.

COMMERCIO AL DETTAGLIO

In linea generale, qualora l’attività svolta si configurasse quale commercio al dettaglio, anche con annesso laboratorio di produzione, ai sensi del Regolamento Regionale n.3/06, Allegato A, le succitate acque di lavaggio sarebbero da intendersi a tutti gli effetti quali acque reflue domestiche, così come definite dall’art. 74, comma 1, lettera g) del D.lgs. 152/06 s.m.i. e dall’art. 5, comma 1 del R.R. 3/06. Tali scarichi sono sempre ammessi se effettuati in reti fognarie e pertanto non sono da autorizzare, così come stabilito dagli artt. 107, comma 2 e 124, comma 4 del citato D.lgs. 152/06 s.m.i., purché siano esercitati nel rispetto del “Regolamento del Servizio Idrico Integrato della Città di Milano”.

COMMERCIO ALL’INGROSSO

Qualora, invece, l’attività svolta si configurasse come commercio all’ingrosso, le acque di lavaggio di ambienti ed attrezzature di lavoro sarebbero da intendersi a tutti gli effetti quali acque reflue industriali, da disciplinarsi:

  • a mezzo di autorizzazione allo scarico, secondo l’iter procedimentale in vigore stabilito dalla legge;

OPPURE

  • a mezzo di dichiarazione di assimilazione alle acque reflue domestiche ex. R.R. 3/06, art. 5, comma 2, una volta accertata la sussistenza dei requisiti qualitativi per poter procedere in tal senso

Sono altresì da tenere in debita considerazione gli aspetti prettamente tecnici delle fasi di lavaggio, con particolare riguardo alle modalità di raccolta e smaltimento delle acque.

A tal proposito, ai sensi del D.Lgs. 152/06, art, 74, comma 1, lettera ff, con il termine scarico è da intendersi: “qualsiasi immissione effettuata esclusivamente tramite un sistema stabile di collettamento che collega senza soluzione di continuità il ciclo di produzione del refluo con il corpo ricettore in acque superficiali, sul suolo, nel sottosuolo e in rete fognaria, indipendentemente dalla loro natura inquinante, anche sottoposte a preventivo trattamento di depurazione”.

Qualora, pertanto, la pulizia delle superfici venisse effettuata a mezzo di dispositivi quali idropulitrici, dotati di serbatoio di raccolta dei liquidi di lavaggio, le acque derivanti dallo svuotamento di tali macchinari sarebbero da intendersi quali rifiuti, venendo meno il requisito di collegamento stabile intrinseco nella definizione di scarico soprarichiamata.  

Tali acque, quindi, non potrebbero essere recapitate in pubblica fognatura e dovrebbero essere smaltite da soggetti autorizzati, compatibilmente con la loro natura.